Ultima modifica: 13 giugno 2018
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Premio letterario “Filippo Sanna”: vince Weini Asmaron

A Rieti nasce una piccola stella: Weini Asmaron, classe 1°L del liceo Alessi, raggiunge il primo posto al premio letterario nazionale “Filippo Sanna”

Rieti. Una giornata di sole abbagliante scalda il pomeriggio e si riverbera sui palazzi e la fontana della piazza della piccola cittadina. Un’atmosfera rarefatta, sospesa sembra suggerire che ci ricorderemo a lungo di questo pomeriggio in cui qualcosa sta per succedere, mentre ci avviamo un po’ increduli verso il teatro Vespasiano. La piccola Weini Asmaron, alunna della classe 1°L del liceo scientifico Alessi, quattordici anni soltanto, si piazza al primo posto del premio letterario nazionale “Filippo Sanna” con il racconto “Tornerò a prenderti” sul tema dell’amicizia.

Weini è rilassata, scherza con i suoi amici, leggera come una nuvola, mentre percorre la piazza principale di Rieti per raggiungere il teatro Vespasiano, dove sa che sarà premiata perchè è tra i primi tre vincitori del premio letterario nazionale “Filippo Sanna”, una manifestazione nata per ricordare appunto Filippo, scomparso tragicamente a causa del terremoto di Amatrice. Siamo tutti già contenti così. Per me, per i miei colleghi intervenuti alla manifestazione, per la sua famiglia è già la vincitrice, anche al terzo posto. Giunti al teatro Vespasiano ce la portano via, perchè ha un posto riservato insieme agli altri due vincitori. Entro a teatro, la vedo nel palco a sinistra con i suoi capelli neri spumeggianti e vaporosi. Penso che sia il suo momento: è leggiadra come la sua scrittura, sfiora la vita che le passa attorno con leggerezza e grazia innocente. Eppure conosce la profondità, eppure conosce la solitudine, eppure conosce il dolore che sono tutti dentro la sua meravigliosa storia, che, in una scrittura paratattica e a tratti franta e spezzata, restituisce la sua difficile esperienza ad Asmara, Eritrea. Weini avrebbe potuto calcare la mano, avrebbe potuto riempire di pathos una vicenda che indubbiamente si prestava a tale scopo. Ma non lo fa. Non sarebbe la sua cifra stilistica ed esistenziale. Il lessico a tratti alto, ma tenue e delicato, accenna e sfiora soltanto la profondità del suo vissuto. Ma in questo modo rende la sua pagina arte e bellezza da contemplare. Mentre sono immerso in questi pensieri viene annunciato il terzo posto, ma non è il suo; poi, mentre cresce la tensione, il secondo, ma non ci siamo ancora. A quel punto noi che siamo lì capiamo,  ci guardiamo e non ci diciamo nulla perchè non c’è nulla da dire. Lo stomaco si scioglie e Weini ci appare sul palco, mentre, con la disinvoltura che la contraddistingue, risponde serena alle domande del giornalista. La guardo e provo un’infinita tenerezza. A quel punto so che lei è lì a testimoniare con tutta se stessa il senso ultimo di tanti discorsi fatti in classe, di tante osservazioni su registri linguistici e lessico, sulla letteratura come bellezza e sulla scrittura come vita. Lei rappresenta al massimo grado la compiutezza e perfezione di quelle competenze che noi insegnanti tanto cerchiamo di favorire nei nostri alunni. Lei, piccola, dolce, spigliata lì sul palco, è lo spirito e l’orgoglio del Liceo Alessi. Weini è il liceo Alessi.

Grazie Weini

Il tuo prof. Pierluigi Bianchi




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