Ultima modifica: 16 Dicembre 2018
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INCONTRO CON LUCA MERCALLI: NON ABBIAMO UN PIANETA B!

Sebbene spesso non ce ne rendiamo conto i cambiamenti climatici ci danno segnali allarmanti. Crescita demografica esponenziale, sfruttamento delle risorse di un pianeta e mezzo all’anno ( ma noi un pianeta soltanto abbiamo!) stanno compromettendo il futuro del genere umano: il declino dell’umanità è davvero in atto? La risposta degli scienziati è univoca, ed è stata formulata da più di 50 anni. Nel peggiore degli scenari, se non sapremo contenere il riscaldamento globale e invertire i processi di sfruttamento e inquinamento del pianeta, in meno di un secolo un decimo dell’umanità sarà costretto a emigrare perché i cambiamenti climatici renderanno invivibili vaste aree della Terra, saremo in guerra planetaria per sopravvivere accaparrandosi le risorse che irrimediabilmente si esauriranno. I paesi saranno messi in ginocchio dal collasso dell’economia, dalle carestie e dai disastri climatici. I nostri figli e nipoti vivranno la metà della nostra vita, in un mondo senza civiltà, senza libertà, senza cibo e acqua, senza salute.

Il 12 dicembre si è tenuto nell’Aula Magna del Liceo Alessi un incontro degli studenti di quinto anno con Luca Mercalli, scienziato e divulgatore specializzato nelle tematiche ambientali. Attraverso la lettura di dati di ricerca scientifica e l’analisi di grafici è emerso chiaramente che le prospettive per i prossimi anni sono critiche.

Negli anni ‘80 l’umanità ha raggiunto il limite di stallo con l’emissione di CO2 nell’atmosfera e ha compromesso l’equilibrio climatico in modo irreversibile causando l’innalzamento progressivo della temperatura del pianeta. Non potremo verosimilmente impedire una elevazione di 2 gradi entro pochi anni. Ma dobbiamo cambiare la nostra economia e i nostri consumi immediatamente per impedire che si superino i due gradi, contenendo i danni già pesantissimi. Tutti noi dobbiamo sentirci responsabili e solo attraverso la consapevolezza delle proiezioni spaventose di come potrebbe essere il nostro futuro possiamo cambiare rotta. Lo stile di vita del singolo cittadino e quindi di tutti noi rappresenta una parte molto importante di ciò che sta portando a un cambiamento così repentino delle temperature, ma ad oggi manca una diffusa consapevolezza nella gente e l’economia guida le scelte politiche, mentre gli appelli degli scienziati di tutto il mondo rimangono inascoltati.

Nel 1979 già si avevano delle proiezioni fortemente realiste e scientificamente fondate su come si sarebbe trasformato il nostro Pianeta ma si è cercato di “mettere la polvere sotto il tappeto” rimandando il problema fino a oggi, quando ormai il tappeto non riesce più a contenere tutta la polvere e per risistemare tutto servono soluzioni radicali e drastiche.

Ma come possiamo cambiare la bruttissima piega che ha preso lo sviluppo umano nell’era dell’Antropocene? Partendo dalle scelte quotidiane, diventando sostenibili e puntando a migliorare il mondo, o per lo meno a non farlo declinare irreversibilmente. Scegliere prodotti con imballaggi enormi, che magari arrivano dall’altra parte del mondo non è uguale a comprare le mele sfuse del mercato a chilometro zero. Le fragole a gennaio che arrivano dall’Argentina e sono contenute in una confezione equivalgono a emissioni di CO2 gratuite. Siamo davvero disposti a mangiare qualcosa che ha viaggiato, inquinato e di conseguenza anche danneggiato il nostro pianeta?

Il marketing impone un certo tipo di imballaggio dettato dal bisogno di vendere quel prodotto a milioni se non miliardi di utenti. Ribellandoci a un sistema che ci impone una mentalità altamente consumistica possiamo salvare il nostro Pianeta. Si potrebbe partire eliminando i prodotti usa e getta che riempiono le nostre vite 24 ore al giorno. È davvero così fondamentale concentrare tutta la nostra attenzione sul deficit di bilancio e più in generale sull’economia? I soldi sono una convenzione dell’uomo e sarà sempre possibile sistemare i conti, ma non sarà altrettanto possibile cambiare l’andamento del mondo. Le risorse naturali non sono inesauribili, anzi si stanno estinguendo: una volta scomparse cosa faremo? Forse dovremmo mettere da parte gli interessi economici dei singoli per creare un movimento di massa, per trovare delle soluzioni concrete che riescano davvero a cambiare significativamente le cose! Lo scenario che si prospetta per fine secolo è apocalittico, questo significa che noi saremo i primi a provare sulla nostra pelle quali saranno le conseguenze del disinteressamento dei temi ambientali. Fortunatamente siamo ancora in tempo a cambiare le cose ed è proprio partendo dalla divulgazione che possiamo far nascere un senso di responsabilità comune che riesca a muovere le masse in una direzione unica. Proprio attraverso personalità come quella di Luca Mercalli, il quale ci testimonia attraverso la sua duttilità, la sua capacità di comunicare con tutte le fasce di età, che è possibile coinvolgere tutti e invertire la marcia per ottenere risultati concreti.

Il nostro obiettivo deve essere uno: riuscire a lasciare un mondo migliore rispetto a quello che abbiamo trovato (o per lo meno danneggiarlo il meno possibile). Come possiamo farcela? Studiando, inventando modi alternativi di produrre e accumulare energia, diventando politici attenti alle politiche ambientali, ma anche semplicemente cambiando le scelte di vita di tutti i giorni: portando una borraccia a scuola invece che comprare tutti i giorni una bottiglietta di plastica, facendo la raccolta differenziata, privilegiando mezzi di trasporto sostenibili! 

Solo quando tutti prenderemo a cuore questo problema e ci muoveremo per risolverlo ci sarà davvero la possibilità di credere in un mondo migliore!

 

Margherita Esposito 5^F




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